STUDIARE NEL REGNO UNITO: LA MIA ESPERIENZA ALL’UNIVERSITÀ DI ROEHAMPTON! I MIEI PRIMI GIORNI NEL REGNO UNITO_ PARTE 2


Come cercare un alloggio!


Una volta che hai deciso di metterti in gioco, che hai scelto il tuo percorso e sei sicuro di voler studiare all’estero, una delle prime cose a cui devi pensare è trovarti un alloggio.

Come iniziare a cercare?

Ricordo ancora il dilemma che mi pervase quando iniziai a guardare le diverse opzioni di dove avrei voluto realmente abitare.
All’inizio presi anche in considerazione l’idea di affittare una stanza, ma alla fine cambiai idea perché ero un po’ preoccupato riguardo ai coinquilini con cui avrei dovuto condividere la casa. Effettivamente pensai che sarebbe stato un po’ rischioso dal momento che non conoscevo nulla (o quasi) del paese in cui avrei dovuto vivere.

Pertanto decisi di fare domanda per ottenere uno degli alloggi universitari. Oggi infatti mi sento di consigliare vivamente questa scelta a tutti i nuovi studenti che stanno decidendo di andare a studiare in qualsiasi università nel Regno Unito. Penso che sia un’ottima e comodissima soluzione per trovare un alloggio in un luogo sconosciuto ed in tempi rapidissimi, in sostanza ha molti più vantaggi che svantaggi. Prima di tutto, è molto conveniente.

Ho vissuto al campus, quindi a cinque minuti a piedi dalle lezioni – naturalmente, questo dipende da dove si trovano le aule e le tue lezioni, il campus stesso può essere molto grande quindi tienilo a mente quando scegli la tua camera. Una soluzione estremamente comoda ogni volta che avevo degli intervalli tra una lezione e un’altra, potevo fare un salto a casa e mangiare qualcosa, leggere o anche riposare un po’, davvero fantastico! Inoltre mi sentivo davvero al sicuro perché è praticamente impossibile per qualsiasi estraneo accedere al campus: la sera e la notte le “dormitories” sono pattugliate da una guardia di sicurezza che controlla chi entra dal cancello e solo le persone con un documento di identità possono entrare.

Dal momento in cui mi sono stabilito al campus non mi sono mai sentito solo, tutti gli studenti si trasferiscono praticamente nello stesso giorno così da poter fare le presentazioni reciproche ed incontrare anche il “rappresentante”. Il rappresentante è uno studente un po’ più senior ed è responsabile per l’alloggio e l’organizzazione dello stesso, oltre a garantire che tutti gli studenti ottengano tutte le informazioni di cui hanno bisogno, o un punto di riferimento in caso di necessità.

Credimi, è molto utile quando arrivi in ​​un nuovo paese dove tutti parlano un’altra lingua. Passando agli aspetti negativi, in diverse occasioni, forse quattro in tutto, non ho dormito molto bene a causa delle feste e del rumore causato da altri studenti. Questo potrebbe accadere, ovviamente, ma dipende solo dai coinquilini con cui si vive e dai loro stili di vita. I miei coinquilini erano fantastici e andavamo tutti molto d’accordo, uscivamo insieme e ci siamo sempre supportati a vicenda in caso di bisogno, sia che fosse un consiglio, un po’ di compagnia o se qualcuno di noi aveva un problema da risolvere. La mia camera singola era arredata secondo standard molto elevati, in condivisione avevo solo il bagno ed una cucina.

La cucina era abbastanza grande da ospitare sette persone, ma era così grande che non ci siamo mai incontrati tutti insieme e, comunque, era estremamente raro che tutti cucinassero esattamente nello stesso momento. In aggiunta, per la mia felicità, avevamo un frigorifero enorme quindi quando andavo a comprare da mangiare potevo tranquillamente farlo per una settimana intera in un colpo solo ed avere sempre posto a disposizione. Per quanto riguarda i bagni invece, ce n’erano così tanti che praticamente tutti avevamo il nostro personale. Ed è per questo che credo che vivere al campus sia stata un’ottima scelta.

Purtroppo nella mia università arrivò il momento in cui dovetti abbandonare il campus, e lo step successivo fu quello di cercarmi una stanza singola in un appartamento in condivisione con altri studenti. Pensai anche a tutti gli altri amici che avevo conosciuto nel frattempo e che come me avrebbero dovuto lasciare il campus e con i quali mi sarebbe piaciuto condividere una casa. Pensai anche che affittare un appartamento avrebbe comportato altri costi extra a cui non ero abituato vivendo al campus – dove tutto era incluso – a partire dal costo dell’agenzia che dovetti contattare per trovare la stanza al deposito cauzionale che bisogna versare prima dell’inizio della locazione. Provai anche un sito dedicato a chi vuole vivere da solo che si chiama sparinoom.com, dove trovai molte offerte in tantissime località diverse.


VI parlo di tutto questo perché vorrei condividere con voi la mia esperienza personale, anche se sono sicuro che ognuno di noi ha preferenze e idee diverse su come preferirebbe vivere la sua esperienza all’estero. Tuttavia, penso che la migliore opzione per trascorrere il primo anno in tutta tranquillità e lontano da stress sia appunto una stanza al campus. C’è da dire che in molte università viene concesso agli studenti di rimanere al campus anche dopo il primo anno. Purtroppo nella mia questo non fu possibile ma considerato il numero di amici che avevo conosciuto, non fu difficile per me trovare dei coinquilini del secondo anno con cui condividere un appartamento e con cui divertimi. E fu proprio in quel momento che iniziai davvero a sentirmi un po’ più a casa. Dopo aver passato un anno felice al campus, fui pronto per trasferirmi in un nuovo ambiente e godermi la mia nuova esperienza.

 

Lavorare mentre studi all’estero – è possibile?


Credo che molti di voi, come me, avranno bisogno di trovare un lavoro per vivere all’estero senza dover pesare troppo sui propri genitori. Fortunatamente, sono a Roehampton, e Londra – cosi come altre città del Regno Unito – offre moltissime opportunità di trovare un lavoretto part-time. Penso che la decisione richieda un po’ di calma e molta logica di azione. Il primo passo è preparare un CV, dal momento che qualsiasi potenziale datore di lavoro vorrà vederlo. Assicurati che sia redatto in maniera chiara, facile da leggere e soprattutto veritiero e che non sia più lungo di due fogli A4 al massimo! Ti racconto le mie esperienze personali quando ho deciso di cercare un lavoro.


Ero consapevole della necessità di integrare i miei risparmi il più rapidamente possibile e di avere un reddito, perché non vi nascondo che l’idea di finire i soldi mi faceva molta paura. Ho preparato il mio CV mentre ero ancora in Italia e poi ne ho stampato 80 copie, perché volevo essere sicuro di trovare un lavoro prima di esaurire le copie. Poco dopo essere arrivato nel Regno Unito, ho trascorso un’intera giornata presso un centro commerciale locale -Westfield – ed ho iniziato ad andare da un negozio all’altro. All’inizio sono entrato letteralmente in tutti i negozi che ho visitato e ho chiesto se avessero dei posti di lavoro vacanti, e puntualmente mi veniva richiesto di lasciare una copia del mio CV, quindi ricordati di averlo sempre con te quando deciderai di metterti alla ricerca di un lavoro anche tu! Mi hanno anche chiesto spesso da quando sarei stato disponibile, quindi è una buona idea sapere in anticipo quali sono i tuoi giorni di lezioni, ecc., così puoi rispondere più velocemente. Presto mi resi conto che era un modo un po’ faticoso di ricercare un impiego pertanto decisi di andare solo nei negozi che ritenevo più belli o dove mi sarebbe piaciuto di più lavorare.

È difficile ricordare esattamente, ma credo di aver consegnato circa 40 CV in un giorno solo – pensando che qualcuno avrebbe sicuramente risposto. Ed infatti questo è proprio quello che successe. Il giorno dopo, sono stato contattato telefonicamente per partecipare ad un colloquio. La prima volta credo sia la più snervante ma poi ci si abitua a rispondere alle stesse domande in maniera rilassata. Dopo una decina di colloqui, ho finalmente ricevuto un’offerta di lavoro.

So che sembra facile a dirlo, ma cerca di non pensare ai colloqui come un enorme ostacolo ma al contrario come una normale conversazione con delle persone, molte volte poco più grandi di te. Alcuni dei negozi erano davvero fantastici. In uno per esempio mi è stato chiesto di vestire un cliente dalla testa ai piedi, basandomi sulle sue preferenze e sulle misure che mi aveva comunicato. È stato molto divertente. In un altro negozio, dopo una chiacchierata di pochissimi minuti, hanno deciso di farmi fare un’esperienza immediata sul campo facendomi trattare direttamente con i clienti aiutandoli a rispondere alle loro domande per vedere se ne fossi stato capace. Non mi è piaciuto tanto, perché mi sentivo nervoso e preoccupato che potessero chiedermi qualcosa che non sapevo e avevo paura di fare delle brutte figure, ma alla fine è stata comunque un’esperienza costruttiva. uno dei principali svantaggi di lavorare in un centro commerciale è che la maggior parte dei responsabili non gradisce che si ritorni a casa per Natale. Se sei fortunato, ed io lo sono stato, anche questo può essere risolto in anticipo nel momento in cui accetti l’offerta di lavoro.
Oltre a lavorare nei punti vendita, potresti cercare un lavoro in un ristorante o nei caffè. Ci sono molte più offerte in questo settore e alcuni datori di lavoro richiedono anche che tu inizi da subito. Sicuramente non soffrirai mai la fame con un lavoro del genere perché la maggior parte degli impieghi include anche i pasti, o almeno la possibilità di prendere gratuitamente alcuni dei prodotti in vendita.

 

Troverai anche più facile avere il tempo libero per tornare in Italia a Natale. Se non vuoi andare in giro a distribuire i tuoi CV o girare tra bar e centri commerciali allora ti consiglio vivamente JobToday come ottima fonte di lavoro. I datori di lavoro devono darti una risposta entro 24 ore dall’invio della tua candidatura, quindi non c’è da aspettare. Oltre a JobToday, puoi anche provare Indeed.com dove puoi ricevere email quotidianamente sui vari lavori part-time disponibili in zona. A Londra il lavoro spesso cerca te e non il contrario quindi è praticamente impossibile starsene con le mani in mano!


Per quanto riguarda la possibilità di lavorare e studiare allo stesso tempo, il sistema universitario nel Regno Unito ti lascia un sacco di tempo per entrambi. Non è come in Italia dove devi studiare cinque giorni alla settimana con due ore di lezione al mattino, un’ora al pomeriggio e mezz’ora alla sera. Nel Regno Unito hai il tempo di studiare rendendoti completamente indipendente anche dal punto di vista economico. Penso che il lavoro ha contribuito tanto a completare la mia esperienza di studio all’estero già di per se fantastica!